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IO SONO IGNORANZA
NATURALE
L'arte non si può comprimere in un file.
Sbagliare è un percorso
fondamentale per la crescita
dell’essere umano
L’errore non è una colpa, può essere l’imprevisto che apre nuove strade. Nel tempo delle intelligenze artificiali, ci vogliono perfettamente performanti.
Da questa riflessione nasce Io sono Ignoranza Naturale.
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Il fossile digitale di Rogam Def
INTERNETHAL
Da millenni, l’uomo incide il proprio racconto sul mondo. I nostri antenati hanno lasciato segni indelebili nella roccia, pitture rupestri che urlano la loro esistenza. Le epoche successive hanno eretto città in pietra, cemento e ferro, intessendo una complessa trama di manoscritti e relazioni basate sull’incontro tra esseri umani.
Ma noi, gli eredi di questa storia tangibile, dove stiamo lasciando la nostra impronta?
Oggi, affidando le nostre vite, le nostre opere, i ricordi più preziosi e le relazioni più profonde a un’entità eterea e asettica: il Cloud.
Un universo totalmente immateriale.
Cosa accadrà se un giorno questo mondo digitale si spegnesse? Cosa scopriranno le generazioni future quando scaveranno nel nostro passato? Solo silenzio?
Noi siamo i pionieri, i primitivi dell’era digitale.
Noi siamo INTERNETHAL.
L’impronta che lasceremo forse non sarà più un’impronta fisica ne tangibile ne tattile.
L’opera INTERNETHAL – L’Impronta del WiFi è una provocazione. Ciò che è la causa della nostra mutazione in esseri immateriali diventa essa stessa il ritratto di ciò che stiamo irrimediabilmente perdendo.
Dalla meccanica all’errore creativo
Chi è Rogam Def
Mi chiamo Fabio Pasotti, ma oggi sono Rogam Def. Sono nato tra i colori di mio
padre, artista. Sono cresciuto tra i numeri e le misure, da progettista meccanico.
Poi, qualcosa si è rotto. Mi sono accorto che inseguire la perfezione mi stava
togliendo la curiosità. E nell’arte ho trovato la mia ribellione.
Così nasce Rogam Def, un nome che suona come un codice, ma racconta una
filosofia: Difendere l’errore come atto creativo, umano e irripetibile. Oggi creo
opere e installazioni che parlano di imperfezione, memoria e intelligenza
artificiale. L’arte è il mio laboratorio. L’errore è il mio manifesto.
Il passato di Rogam Def
Racconto di viaggio di un artista
Nel 2008, Rogam Def era il nome con cui Fabio Pasotti firmava la sue primae mostra fotografiche. Era uno sguardo sul mondo attraverso l’obiettivo.
Poi, qualcosa è cambiato. La fotografia non bastava più. C’era il bisogno di andare oltre l’immagine catturata, di trasformare la percezione in gesto, materia, colore. Così ha abbracciato la pittura astratta, lavorando con acrilico su tela e lasciandosi assorbire dal linguaggio visivo del segno.
In quel momento, Rogam Def si è messo in pausa. Era il tempo di firmarsi con il proprio nome, di approfondire un periodo pittorico più intimo e legato alla propria ricerca interiore.
Ma l’arte è un ciclo, un movimento che non si esaurisce. Quando il percorso con l’astrattismo acrilico su tela si è concluso, è riemersa un’identità che non era mai scomparsa. Rogam Def .
Oggi, la sua arte continua a includere quadri astratti, ma con un nuovo approccio, una nuova tecnica. Non è più solo pittura: è materia, errore, esplorazione. Ogni opera è un pezzo di una ricerca in divenire, una riflessione sul nostro tempo, sulla tecnologia, sulla memoria.
Rogam Def è più che un nome: è il manifesto di una visione artistica che non si lascia ingabbiare, che accetta il cambiamento, che si reinventa continuamente.
L’arte non vive solo nelle gallerie, ma nelle conversazioni, nei dubbi, nelle domande. Segui @rogamdef per vedere le ultime opere, il dietro le quinte del mio processo creativo e le provocazioni che ogni giorno sfidano la nostra idea di perfezione.
In continua evoluzione
L’arte di Rogam Def è una continua evoluzione. Dal primo scatto fotografico del 2008, passando per la pittura acrilica di Fabio Pasotti, fino alla materia e alle installazioni di oggi, ogni opera è una riflessione visiva sul nostro tempo.
